La coltivazione della patate nella terra d’Ossola ha costituito una fonte di sostentamento fondamentale per intere generazioni di montanari.
La patata, prezioso tubero importata dalle Americhe intorno al 1600, ha costituito una fonte di sostentamento fondamentale per intere generazioni di montanari. La prima attestazione della patata in Ossola è costituita dalla citazione del 1790 dell’Albertazzi dei “tartufli”, che “chiamasi anche pomi di terra e sono di due sorti, biancastri e rossi” (Caretti e Pollini, 2010, p. 34, ed. Grossi).
La coltivazione delle patate è stata impostata con due differenti tecniche colturali: a basso impatto (posa dei tuberi su terreno non lavorato, coperti con materiale pacciamante) e tradizionale (mediante interramento dei tuberi).
Ove possibile in relazione alla possibilità di reperire, con facilità e in quantità sufficiente, il materiale di pacciamatura nelle vicinanze dei campi, la coltivazione è stata impostata con metodi a basso impatto. Generalmente, nella successione colturale, le patate vengono impiegate come prima coltura a cui succedono fagioli e cereali.
Nel 2021 sono state coltivate 4 varietà di patate su una superficie totale di 250, 54 mq. Il ciclo biologico per la produzione di patate va dai 3 ai 5 mesi pertanto considerate le caratteristiche delle specie utilizzate è possibile ipotizzare che la raccolta possa avvenire tra la fine di luglio e la prima quindicina di agosto per le varietà acquistate e più tardi per le varietà fornite localmente.
La semina ha avuto luogo:
Sono state acquistate:
MONALISA, varietà a ciclo colturale semiprecoce, tubero di forma ovale allungata, buccia colore giallo, pasta di colore giallo chiaro. Coltivata su 67,04 mq.
PRIMURA, a pasta gialla precoce, tubero di forma ovale, buccia di colore giallo, varietà poco serbevole. Coltivata su 54,44 mq.
Sono invece recuperate localmente:
KENNEBECK, buccia giallo chiaro, pasta bianca, farinosa, speciale per purè, gnocchi, minestre da semiprecoce a semitardiva, vecchia varietà adatta anche a zone di montagna. Coltivata su 76,70 mq
DESIREE, buccia rossa, pasta gialla, compatta, adatta a ogni tipo di preparazione in cucina, da semiprecoce a semitardiva, resiste alla siccità e alle malattie. Coltivata su 52 mq.
Nel 2017 dall’amore per il territorio, la cultura e le tradizioni locali di amministratori illuminati e proprietari di terreni, nonchè al sostegno finanziario di Fondazione Cariplo, è nata l’As.Fo. Terraviva con lo scopo di recuperare e valorizzare aree marginali in Valle Antrona.