Sui terreni messi a disposizione dall’associazione fondiaria Terraviva nelle località di Cheggio e Varchignoli, sono iniziate le operazioni di semina delle patate. I terreni sono stati preparati per le semine nel mese di marzo così che nel mese di aprile, dopo aver acquistato le sementi, si è potuto dare avvio alle operazioni di semina.
La semina di patate è attuata su terreni che si andranno ad aggiungere ai seminativi già coltivati, che in questo momento, sono destinati in parte alla sperimentazione di specie di cereali vernini (frumento e segale), per selezionare le varietà che meglio si adattano alle condizioni stazionali, e in parte alla produzione di cereali.
Oltre a queste aree, una piccola parte dei terreni a disposizione sono destinati alla coltivazione di zafferano a cura dell’azienda agricola di Sandro Radesco.
Per le patate si era previsto di utilizzare una tecnica colturale a basso impatto, senza lavorazione del terreno. Le patate da seme vengono appoggiate su terreno sodo non lavorato, precedentemente sfalciato e fertilizzato con la distribuzione di cenere di legna.
Successivamente alla piantagione le patate da seme vengono ricoperte da uno strato di circa 30 cm di materiale pacciamante costituito da materiale organico, costituito da fieno e fogliame recuperati sul posto. Ovviamente l’uso di questa tecnica è condizionato proprio dalla disponibilità di materiale pacciamante ad una distanza adeguata dall’area di semina.
Purtroppo la grande quantità di materiale da recuperare per la pacciamatura e la distanza dal luogo di semina hanno costretto gli operatori a utilizzare questa tecnica su circa il 50% delle superfici a disposizione. Pertanto le semine sono state eseguite in parte anche con la tecnica tradizionale che prevede la lavorazione del terreno e il posizionamento delle patate da seme in un solco a circa 10 cm di profondità.
Le due tecniche disemina sono state impiegate in entrambe le località di Cheggio e Varchignoli, in quest’ultima sono state riscontrate maggiori difficoltà nel reperimento del materiale di pacciamatura.
Per le semine sono state impiegate quattro varietà: due acquistate dal progetto e due messe a disposizione da un associato a Terraviva e da uno dei due operatori del progetto.
Sono state acquistate le varietà:
Sono state recuperate localmente le varietà:
Il ciclo biologico per la produzione di patate va dai 3 ai 5 mesi pertanto, considerate le caratteristiche delle specie utilizzate, è possibile ipotizzare che la raccolta possa avvenire tra la fine di luglio e la prima quindicina di agosto per le varietà acquistate e più tardi per le varietà fornite localmente.
A superficie coltivata alla fine del 2020 ammontava ad un totale di mq 1254,51, così suddivisa per destinazione produttiva e località:
Alle superfici seminate nel 2020 vanno aggiunte le superfici destinate alla produzione di patate e fagioli nel 2021 per una superficie totale di mq. 279,80 così suddivisa per destinazione elocalità:
Per quanto riguarda le patate, sono state seminati:
Il totale delle superfici terrazzate attualmente coltivate (produzione e sperimentazione) ammonta pertanto a mq. 1.534,31.