RETI SOCIALI PER AGRO AMBIENTI ALPINI

Coinvolgimento in rete di soggetti publici e privati nel recupero agronomico e ambientale del paesaggio terrazzato.

SOCIAAALP è un progetto di innovazione sociale perché:

Raccoglie i bisogni e le proposte espressi direttamente dal territorio, con un approccio dal basso attivato durante le fasi del precedente progetto TERRAVIVA (dal quale è nata l’omonima Associazione Fondiaria).

Punta sul paesaggio terrazzato per promuovere un nuovo modello di sviluppo del territorio con il coinvolgimento in rete di proprietari, piccole aziende agricole locali, amministrazioni pubbliche e terzo settore.

Punta sulla creazione di una infrastruttura immateriale fatta di relazioni, più che di investimenti strutturali, che garantisca supporto operativo e il riconoscimento del valore aggiunto delle produzioni dell’agricoltura “eroica” di montagna, favorendo il ritorno all’agricoltura come pratica collettiva.

Coltiviamo
Valore

Coltivazioni tradizionali e turismo sostenibile per creare lavoro per soggetti fragili o svantaggiati

SOCIAAALP coinvolge, nel processo di recupero di superfici terrazzate marginali in abbandono e nel reinsediamento di coltivazioni tradizionali, soggetti fragili o svantaggiati a cui fornisce formazione e prospettive di stabile occupazione.

L’attività di inclusione sociale e inserimento lavorativo promossa dal progetto SOCIAAALP è trasversale e multifunzionale che propone un approccio di supporto alle produzioni esistenti non solo attraverso la manodopera formata e qualificata, messa a disposizione del progetto, bensì attraverso la costruzione di un sistema articolato con funzione di incubazione e costruzione di un contesto favorevole all’ingresso di nuove imprenditorialità nel territorio.

8,29

ETTARI TERRAZZATI

L’associazione fondiaria TERRAVIVA dal 2017 ad oggi ha aggregato poco meno di 8,3 ha di aree per lo più terrazzate distribuite in due comuni della Valle Antrona: Borgomezzavalle e Villadossola. I terreni sono distribuiti in tre diverse località: Viganella e Cheggio, in Comune di Borgomezzavalle, e Varchignoli, in comune di Villadossola.

4

PRODUTTORI COINVOLTI

Le aziende coinvolte sono tre: Azienda ZAFFERANOSSOLA che coltiva zafferano venduto in stimmi, Azienda La CHANVOSA che coltiva Canapa per la produzione di semi (produzione farine e oli) e foglie (produzione di tisane) e Azienda ALVEARE OSSOLANO che produce miele millefiori e idromele (bevanda fermentata a base di miele) e coltiva lavanda da cui estrae olio essenziale naturale.
Oltre alle tre aziende, attraverso il progetto SOCIAAALP opera sui terreni non utilizzati dalle aziende, l’ASSOCIAZIONE FONDIARIA TERRAVIVA che, con l’aiuto del personale svantaggiato messo a disposizione dal capofila Coop. Il Sogno, ha avviato la coltivazione di segale e frumento in rotazione con patate e fagioli.

98,60

MC. MURATURE PIETRA A SECCO RECUPERATE

Sono i metri cubi di murature a secco, danneggiate dal tempo e dalla vegetazione, che l’Ente di gestione delle aree protette dell’Ossola, attraverso il cofinanziamento dei progetti TERRAVIVA (Fondazione Cariplo) ed INTERRACEDNET (Programma Interreg IT/CH), ha ricostruito. Trasformati in metri lineari corrispondono a ben 76,30 m.

COSA COLTIVIAMO

Il recupero dei terrazzamenti TERRAVIVA è stato avviato con la coltivazione sperimentale di cereali vernini (segale e frumento) su parcelle per la produzione di sementi adattate alla situazione locale. I cerali sono inseriti in una successione colturale, preceduti dalla patata e seguiti da una leguminosa. In via sperimentale alcuni piccoli appezzamenti sono stati destinati alla coltivazione dello zafferano e della canapa in consociazione con il fagiolo.

Patate

La coltivazione della patate nella terra d’Ossola ha costituito una fonte di sostentamento fondamentale per intere generazioni di montanari.

La patata, prezioso tubero importata dalle Americhe intorno al 1600, ha costituito una fonte di sostentamento fondamentale per intere generazioni di montanari. La prima attestazione della patata in Ossola è costituita dalla citazione del 1790 dell’Albertazzi dei “tartufli”, che “chiamasi anche pomi di terra e sono di due sorti, biancastri e rossi” (Caretti e Pollini, 2010, p. 34, ed. Grossi).
La coltivazione delle patate è stata impostata con due differenti tecniche colturali: a basso impatto (posa dei tuberi su terreno non lavorato, coperti con materiale pacciamante) e tradizionale (mediante interramento dei tuberi).
Ove possibile in relazione alla possibilità di reperire, con facilità e in quantità sufficiente, il materiale di pacciamatura nelle vicinanze dei campi, la coltivazione è stata impostata con metodi a basso impatto.
Generalmente, nella successione colturale, le patate vengono impiegate come prima coltura a cui
succedono fagioli e cereali.

Zafferano

All’interno del progetto Sociaaalp lo zafferano è stato piantato a Viganella con lo scopo di accrescimento e a Varchignoli con finalità produttiva.

Nonostante le belle leggende di Ovidio e di Galeno l’origine dello zafferano è tutt’ora incerta. Si ritiene che le prime coltivazioni siano state effettuate in Cilicia (regione dell’Anatolia). La pianta è triploide e, come tale, non può produrre semi, e, pertanto, può essere propagata solo con la coltivazione. Di conseguenza non è possibile trovare esemplari spontanei.
Lo Zafferano è stato piantato in località Viganella con lo scopo di produrre cormi di dimensione (accrescimento) nel 2019 su una superficie di 25,49 mq e nel 2020 su due superfici di 31,20 mq. e 42,84 mq. Nel 2020 è stato seminato anche in località Varchignoli con la finalità produttiva su una superficie di 38,21 mq.

Segale

La segale ha storicamente un’importanza fondametale per la cultura alimentare della terra d’Ossola. Qui è coltivata in due varietà.

La produzione di segale è stata avviata utilizzando le sementi prodotte sulle parcelle sperimentali nella stagione 2019/2020 su una superficie totale di 526,27 mq, di cui 441,52 mq in località Cheggio e 272,17 mq in località Varchignoli.
La semina si è svolta nelle giornate del 30/10/20 a Varchignoli e del 31/10/20 a Cheggio.

Canapa

Apprezzata per le caratteristiche della fibra e del seme, la canapa è considerata una delle più antiche colture note all’uomo.

La canapa è considerata una delle più antiche colture note all’uomo. Il suo primo utilizzo risalirebbe a circa 12.000 anni fa. Questa coltura agricola è caratterizzata e apprezzata per due caratteristiche: la fibra (di elevata resistenza e capacità assorbente) e il seme (ad alto valore nutrizionale, ricco di acidi grassi polinstauri, vitamine e altre molecole bioattive).

Fagioli

I fagioli vengono coltivati con finalità di reintegrazione di sostanze nutritive nei terreni coltivati con i cereali.

I fagioli vengono coltivati con finalità di reintegrazione di sostanze nutritive nei terreni coltivati con i cereali. Nella successione colturale infatti vengono seminati dopo la raccolta della segale.

Lavanda

01/05/2025

TERRAZZE CON VISTA: laboratorio per apprendere le tecniche di costruzione e ripristino di muri in pietra a secco.

VARCHIGNOLI: iniziativa di formazione realizzata nell'ambito del progetto finanziato da Fondazione Cariplo e Gruppo Edison.

“LO PAN NER” TORNA IN VALLE ANTRONA IL 12 e 13 OTTOBRE

I forni de “lo Pan Ner”, la festa del pane di tutte le Alpi, si accendono il 12 e 13 Ottobre, in Val d’Ossola e Verbano.
22/09/2024

ASPETTANDO “LO PAN NER-2024”

Aspettando "Lo Pan Ner": la festa transfrontaliera del pane che unisce le alpi . un corso di formazione per apprendere le tecniche tradizionali della panificazione con la segale.